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15/10/2026

L’AI in azienda la usano già. Chi l’ha autorizzata? Data Valley a Impact 2026

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Data Valley Consulting
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Mercoledì 14 ottobre, alla Fiera di Padova, Carlo Rossi Chauvenet di Data Valley Consulting ha partecipato al talk dedicato all’uso dell’intelligenza artificiale nelle imprese, nell’ambito di Impact – La Fiera dei Servizi e dell’Innovazione per l’impresa, organizzata insieme a Green Logistics Expo.

Un fenomeno che c’è già

Il punto di partenza era una constatazione semplice: in molte aziende qualcuno sta già usando l’intelligenza artificiale sui dati dei clienti, spesso senza un’autorizzazione e senza che la direzione lo sappia.

Gli esempi sono quotidiani. C’è il commerciale che fa scrivere l’offerta a un chatbot e l’amministrazione che carica un contratto per farlo controllare. C’è l’ufficio del personale che chiede all’AI di dare un’occhiata ai CV per decidere chi sentire per primo. Nessuno ha cattive intenzioni: manca semplicemente qualcuno che abbia spiegato come farlo nel modo giusto.

Quattro prospettive sullo stesso palco

Nella Sala Scrovegni (padiglione 8) si sono confrontate persone che di solito non condividono lo stesso palco:

  • Stefano Biazzo, dell’Università di Padova, dove forma i manager che portano l’AI nelle imprese;
  • Carlo Rossi Chauvenet, avvocato e Chief Legal Officer di Data Valley Consulting, sui rischi legali concreti;
  • Fabio Finetto, direttore commerciale di Havant, che l’AI l’ha integrata nei processi aziendali;
  • Max di Böhm Consulting, sui processi di vendita.

Ha moderato Jacopo Pilat. Un ringraziamento speciale a Guglielmo Destro.

Tre domande

Il talk si è sviluppato attorno a tre domande: cosa dice la legge su come i dipendenti usano l’AI, cosa fanno le aziende che la usano bene e da dove si comincia.

Il punto di vista di Data Valley

Per un’azienda il rischio non nasce dall’uso dell’intelligenza artificiale, ma dal fatto che avvenga senza regole. Quando un dipendente carica dati di clienti, contratti o curriculum su uno strumento esterno, entrano in gioco diversi obblighi:

  • la protezione dei dati personali, con le regole del GDPR sul trattamento e sul trasferimento dei dati;
  • la riservatezza delle informazioni aziendali e di quelle dei clienti;
  • la formazione del personale, che l’AI Act richiede a chiunque utilizzi sistemi di intelligenza artificiale;
  • le decisioni sul personale: con il D.Lgs. 179/2026, in vigore dal 23 ottobre, le decisioni su assunzioni, gestione e cessazione del rapporto di lavoro non possono basarsi solo su un trattamento automatizzato.

La soluzione non è vietare l’AI, ma governarla. Il primo passo è capire quali strumenti si usano già e per cosa. Poi servono regole interne chiare e una formazione adatta ai diversi ruoli.

Continuiamo il confronto

Se la tua azienda vuole capire come usare l’intelligenza artificiale in modo sicuro e conforme, dalla mappatura degli strumenti in uso alle policy interne e alla formazione, contattaci.

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